LIBRIC-À-BRAC / DUE

 

Chiamatemi Ismaele, ho bisogno di parlargli.”

 

Se Lezioni di tango (raccontate da una principiante) è “solo” un libro sul tango, Moby Dick è “solo” un libro sulla pesca. O sulla caccia. O sulle balene.

Ma che bella apertura. Dunque, che cos’è?

È, esattamente come Moby Dick, un libro su un’ossessione e ─ ancora come Moby Dick ─ su una passione. Non l’ossessione per il tango (come devo dirvelo?) bensì quella per la bellezza, che, Anna Mallamo lo crede profondamente, sola potrà forse salvare il mondo.

Procuratevi questi racconti (non è impossibile: che la distribuzione in Italia ─ e non solo ─ sia il vero grande cappio al collo della piccola e media editoria, e hai voglia a far fiere, è vero: che però i piccoli e medi editori si stiano sempre più attrezzando per arrivare a chi legge lo è altrettanto. Andate qui ed è fatta), procuratevi questi elenchi di sostantivi aggettanti come contrafforti nella cattedrale delle parole. Non troverete nessuna qualità in queste pagine, dunque nessun difetto, solo materia ─ solo? ─ solo sostanza ─ sola? ─ solo materia impura e un ago di pazienza con dita mille volte punte. Scoprirete come la figura del tango diventi figura del discorso, ogni ocho un’anafora, ogni abbraccio una sineddoche. “La vittoria dei mulini a vento è da considerarsi provvisoria”, ha scritto a suo tempo l’editore di Lezioni di Tango, e ancora “il tango [non] «è un pensiero triste che si balla», semmai […] «una danza felice che si pensa»”. Ce n’è, qui, di pensiero: ce n’è, qui, di felicità, una felicità di scrittura che si dipana in modo così naturale da non lasciarci scelta se non quella di ripetere che qui di naturale non c’è niente, nemmeno una virgola. C’è ribellione, piuttosto, e resistenza al brutto che c’impiastra e ci stritola e allora noi sgusciamo, oplà, leggiamo un altro finale e un altro ancora, assistiamo a una trasformazione e a un’altra ancora. Cenerentola diventa una donna, Cenerentola diventa ciò che è. Un vecchio trova la grazia che possiede. La città si arrende, anche solo per qualche ora, all’anarchia (ché il tango è anarchia in otto passi). I nazitango avanzano ma li si ferma con un traspié. Il cinismo resta fuori da queste pagine, il dito indica pervicacemente la luna: perché per cambiarlo, il mondo, bisogna prima sognarlo come lo si vuole, e Anna Mallamo questo racconta, il mondo come sarebbe se, perché lo dico da una vita che con i se non si fa la storia ma le storie sì, e lei questo fa, prende i se e li capovolge, prende i però e li moltiplica, prende l’ipotesi e la rovescia come un guanto, la adorna di tesi e di antitesi ma al posto della sintesi ci mette un inchino e un invito, e il ballo ricomincia perché, semplicemente, non è mai finito. Mai, e che mille abbracci fioriscano.

 

Lezioni di tango (raccontate da una principiante), di Anna Mallamo, La città del sole.

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In ogni caso nessun rimorso
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6 risposte a LIBRIC-À-BRAC / DUE

  1. assunta altieri ha detto:

    Quello di Anna Mallamo (manginobrioches) è un libro bello (e già questo è un dono raro) che attraversa un universo di bellezze: i corpi, gli stati d’animo, il sentire libero che non ha bisogno di schemi. Perfino gli otto passi s’imparano per poi scomparire nel proprio sentire il tango.

    Le tue parole, Fiamma, sono ancora una volta preziosa cornice.

    Ne scriverò ancora. Questo è sicuro.
    Grazie.

  2. manginobrioches ha detto:

    Una cosa così ti obbliga a scrivere almeno “Delitto e castigo” o “Cent’anni di solitudine” per non sfigurare, però è come quando vinci i Mondiali, cento milioni di dollari o t’innamori.
    Si vive, per parole scritte così. E la vita è tutto quello che vogliamo.
    Fiamma non scrive: produce vita consumabile in parole, combustibile per l’anima. E io, sappiate, l’amo per questo.

  3. MariellaT ha detto:

    arriverà anche quello: adoro i cunti di brioches. a presto

  4. MariellaT ha detto:

    che bella recensione, fiamma …

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